Radio Cerda Antenna Uno


Vai ai contenuti

Varie

ARTICOLO GIORNALE DI SICILIA ,,venerdi 21 /03/ 2008
PRESUNTE INFILTRAZIONI. . L'INDAGINE SULLA ATTIVITA' AMMINISTRATIVA.

CERDA;Leggitimo lo Scioglimento
RESPINTA l'istanza dell'ex sindaco

CERDA.Nulla di fatto dopo la sentenza al TAR presentata dagli Amministratori Comunali che sono stati azzerati dopo lo SCIOGLIMENTO per INFILTRAZIONI MAFIOSE deciso dal governo lo scorso 12 diucembre 2006.Il RICORSO per chiedere la sospensione dello SCIOGLIMENTO e' stato presentato dall'ex sindaco Loreto Dionisi e gli amministratori Franco Nicola Facella,
Salvatore Geraci,,Antonino Geraci, Antonino Lazzara, Filippo Russo, Vincenzo Dionisi ,
Filippo Li Pomi , Massimo Calogero Facella, Salvatore Sansone , Gandolfo Sansone,
Gaetano Fusco, Mariano Cicero. I GIUDICI DELLA PRIMA SEZIONE DEL TAR
Presieduta da GIORGIO GIANLOMBARDO (consigliere Salvatore Veneziano,
estensore Achille Sinatra) hanno RESPINTOil ricorso mantenendo legittimi tutti i provvedimenti
emessi che hanno portato allo SCIOGLIMENTO tra questi il decreto del presidente della REPUBBLICA del 12 dicembre 2006 con il quale e' stato sciolto IL COMUNALE DI CERDA
per la durata di 18 mesi. Ancora si chiedeva L'ANNULLAMENTO della RELAZIONE del
MINISTERO DELL'INTERNO del 30 NOVEMBRE la delibera del CONSIGLIO DEI MINISTRI relativa allo SCIOGLIMENTO ADOTTATA IL 12 DICEMBRE E LA RELAZIONE DEL 20 LUGLIO DEL PREFETTO DI PALERMO. La decisione presa dal GOVERNO NAZIONALE dopo un lungo lavoro D'INDAGINE svolto prima dai CARABINIERI della
Compagnia di Termini Imerese e poi dagli Ispettori spediti dalla Prefettura di Palermo resta in
vigore.Ispettori che prima di redigere il corposo dossier hanno passato al setaccio tutti gli atti
amministrativi approvati dalla Giunta e dal Consiglio .LAVORATO SU APPALTI, INCARICHI
e INTERCETTAZIONI , PARTENDO DA DICHIARAZIONI DI COLLABORATORI DI
GIUSTIZIA .Un lavoro certosino andato avanti per mesi sulla base di un rapporto dei CARABINIERI del reparto operativo della Compagnia di Termini Imerese che aveva tracciato
un quadro a tinte fosche sulla vicenda del COMUNE di CERDA GUIDATO DAL SINDACO
Loreto Dionisi che di MESTIERE FA IL POLIZZIOTTO ed e' al secondo mandato dopo la
rielezione nel 2002 (sotenuto da una lista civica). LORETO DIONISI al vertice di una maggioranza di CENTRODESTRA un anno e mezzo fa e' passato a Forza Italia-----------.
…ARTICOLO GIORNALE DI SICILIA 21 03 2008 .….Ignazio Marchese…….



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel comune di Cerda (Palermo), i cui organi
elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del
26 maggio 2002, sussistono forme di ingerenza della criminalita'
organizzata, rilevate dai competenti organi investigativi;
Constatato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a
pressanti condizionamenti, compromettendo la libera determinazione
degli organi ed il buon andamento della gestione comunale di Cerda;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai
condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave
pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo
svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di
credibilita' degli organi istituzionali;
Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento
e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario
far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di
Cerda, per il ripristino dei principi democratici e di liberta'
collettiva;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e'
allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 12 dicembre 2006 alla quale e' stato debitamente
invitato il Presidente della Regione Siciliana;
Decreta:

Art. 1.
Il consiglio comunale di Cerda (Palermo) e' sciolto per la durata
di diciotto mesi.

Art. 2.
La gestione del comune di Cerda (Palermo) e' affidata alla
commissione straordinaria composta da:
dott. Ernesto Bianca - viceprefetto;
dott.ssa Esther Libertini - viceprefetto aggiunto;
dott. Giuseppe Guglielmo Giliberto - direttore amministrativo
contabile.

Art. 3.
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita,
fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le
attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al
sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime
cariche.
Dato a Roma, addi' 12 dicembre 2006
NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Amato, Ministro dell'interno
Registrato alla Corte dei conti il 15 dicembre 2006 Ministeri
istituzionali, Interno, registro n. 12, foglio n. 372


allegato


Il Presidente della Repubblica

Il comune di Cerda (Palermo), i cui organi elettivi sono stati
rinnovati nelle consultazioni amministrative del 26 maggio 2002,
presenta forme di condizionamento da parte della criminalita'
organizzata che compromettono la libera determinazione e
l'imparzialita' degli organi elettivi, il buon andamento
dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi, con grave
pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica.
In relazione all'esito di attivita' investigativa condotta sul
territorio, dalla quale e' emerso un contesto ambientale
caratterizzato dalla presenza della criminalita' organizzata, il
prefetto di Palermo ha disposto, con provvedimento del 21 febbraio
2006, l'accesso presso il comune di Cerda, ai sensi dell'art. 1,
comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla
legge 12 ottobre 1982, n. 726, con successive modificazioni ed
integrazioni, per gli accertamenti di rito.
Gia' in precedenza l'ente era stato destinatario del
provvedimento di scioglimento, adottato con decreto del Presidente
della Repubblica del 30 settembre 1991, ai sensi del decreto-legge
31 maggio 1991, n. 164, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 luglio 1991, n. 221.
Gli accertamenti svolti dalla commissione d'accesso, confluiti
nella relazione commissariale conclusiva della procedura, cui si
rinvia integralmente, avvalorano l'ipotesi della esistenza di fattori
d'inquinamento dell'azione amministrativa dell'ente locale a causa
dell'influenza della criminalita' organizzata, ponendo in risalto
come, nel tempo, l'uso distorto della cosa pubblica si sia
concretizzato nel favorire soggetti collegati direttamente od
indirettamente con gli ambienti malavitosi. Per alcuni fatti emersi
in fase di accesso la commissione ha trasmesso una segnalazione
all'Autorita' Giudiziaria in merito alle modalita' di espletamento
dei pubblici appalti da parte dell'amministrazione comunale di Cerda.
L'ingerenza negli affari dell'ente e la strumentalizzazione delle
scelte amministrative risultano favorite da una fitta ed intricata
rete di parentele, affinita', amicizie e frequentazioni che lega
alcuni componenti della giunta, del consiglio, nonche' dell'apparato
burocratico ad esponenti delle locali consorterie criminali od a
soggetti ad esse contigue.
In particolare, a seguito degli accertamenti esperiti dai
competenti organi e confluiti nel sopracitato rapporto della
commissione, sono state effettuate diverse segnalazioni di ipotesi di
reato alla competente Autorita' Giudiziaria ed ulteriori verifiche
risultano, altresi', in corso da parte della Direzione Distrettuale
Antimafia per una vicenda nella quale sono coinvolti un
amministratore, attualmente sospeso dalla carica, ed un altro
soggetto, arrestati entrambi a seguito di un'ordinanza di custodia
cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica di
Palermo, per il reato di cui all'art. 416-bis c.p., e condannati in
primo grado.
Nella compagine amministrativa la figura piu' rilevante, per i
profili d'interesse, anche in considerazione del grado di
rappresentativita' e del ruolo che riveste, e' quella dell'organo di
vertice dell'amministrazione. Il predetto e' stato segnalato per
abuso d'ufficio e concorso in falso ideologico alla locale Autorita'
Giudiziaria, unitamente a personale dell'ufficio tecnico e ad alcuni
componenti della giunta, per aver conferito un incarico professionale
ad un geometra in carenza dei requisiti professionali necessari.
Inoltre, recentemente, il sindaco e' stato raggiunto da un avviso di
garanzia per ipotesi di reato connesso all'espletamento della carica
poiche' attestava falsamente che era stato espletato un bando di gara
per l'affidamento di lavori di manutenzione straordinaria di una
strada agricola ad una ditta riconducibile ad un soggetto detenuto
per mafia, a seguito della ordinanza sopra citata. Inoltre, il
predetto sindaco risulta avere frequentazioni con personaggi legati o
comunque contigui alla criminalita' organizzata.
A carico di altro amministratore figurano numerose condanne per
reati di particolare gravita', fra i quali rilevano l'emissione di
assegni a vuoto, reati fiscali, favoreggiamento dell'immigrazione
clandestina e sfruttamento della manodopera. Lo stesso, gia' presente
nel disciolto consiglio comunale, risulta avere frequentazioni con
esponenti della criminalita' organizzata ed e', altresi', genero di
un indiziato di appartenenza alla mafia.
Particolare valenza assume la figura del consigliere, attualmente
sospeso dalla carica, in quanto, come sopra riferito, detenuto e gia'
condannato per associazione mafiosa. Il predetto unitamente alla
sorella ed al cognato e ad altro soggetto titolare di una ditta che
risulta beneficiaria della concessione di numerosi appalti da parte
dell'amministrazione comunale, oltre a quello sopradescritto,
risultano associati con una nota famiglia mafiosa.
Il profilo indiziario dell'ingerenza negli affari del comune e
della strumentalizzazione delle scelte amministrative viene delineato
dalla commissione d'accesso attraverso gli accertamenti svolti in
merito al settore urbanistico. Al riguardo, occorre premettere che il
comune e' sprovvisto di piano regolatore generale e che, in materia,
si provvede ancora in base al programma di fabbricazione. Per la
redazione di tale piano l'ente ha provveduto solo nel dicembre 2003 a
dare l'incarico a due professionisti, uno dei quali fino al 2004 e'
stato direttore tecnico di una ditta il cui titolare risulta essere
il padre del consigliere sospeso sopra citato e condannato per
associazione mafiosa.
Dalla verifica degli atti sono state riscontrate irregolarita'
riferibili alla tenuta dei registri delle concessioni edilizie, dove
sono state lasciate delle righe in bianco e non sbarrate che
avrebbero consentito la annotazione di richieste di concessioni
edilizie pervenute successivamente. Analogo discorso, in merito alle
carenze funzionali degli uffici, e' stato segnalato per quanto
concerne i registri delle riunioni della commissione edilizia. In
particolare, non viene tenuto il registro delle riunioni ed i verbali
delle stesse vengono inseriti disordinatamente nei singoli fascicoli
riportando errori nella numerazione. Emblematica e' l'autorizzazione,
rilasciata dal comune nello stesso giorno della presentazione della
richiesta ed addirittura prima della assegnazione per la trattazione
all'ufficio tecnico, a favore del padre dell'amministratore sospeso,
vicenda sulla quale pende procedimento penale.
Anomalie vengono riscontrate con riferimento all'incarico di
responsabile delle aree tecnica, amministrativa e finanziaria,
affidato ad un geometra, indagato con il piu' volte citato
amministratore arrestato, per falso in atto pubblico e truffa
aggravata ai danni dell'amministrazione di Cerda, poiche' attestavano
falsamente, il primo in qualita' di direttore dei lavori ed il
secondo in qualita' di titolare della ditta appaltatrice, la regolare
esecuzione di lavori di una strada nell'agro cerdese. Inoltre, il
predetto geometra delegava altro soggetto a sostituirlo in caso di
sua assenza, che risulta avere legami parentali con la famiglia
dell'amministratore. A carico del medesimo pende, altresi',
procedimento penale per abuso d'ufficio e costruzione abusiva,
unitamente al padre del predetto amministratore, in merito al
rilascio di autorizzazione alla costruzione di un capannone
industriale, ancor prima della presentazione della domanda.
Successivamente, il sindaco revocava il predetto incarico per
conferirlo ad altro tecnico che risulta avere collegamenti, seppure
indiretti, con la criminalita' organizzata.
Indicazione specifica di sensibilita' agli interessi della
malavita organizzata e' la vicenda dell'affidamento di reiterati
incarichi esterni ad un professionista, nei confronti del quale si e'
reso necessario l'intervento del prefetto che ha fornito
controindicazioni al sindaco, in quanto il predetto professionista,
pur non avendo precedenti o pendenze penali, figurava "quale
direttore tecnico dell'impresa del suocero di un soggetto attualmente
detenuto per associazione per delinquere di stampo mafioso".
Inoltre, un congiunto del citato professionista, considerato uomo
di fiducia del sindaco, e' socio, unitamente al figlio dello stesso
sindaco, di altra ditta. Con riferimento agli incarichi conferiti a
tale professionista, gia' presente nel corso della precedente
consiliatura, si segnala quello relativo alla sistemazione idraulica
e risanamento di un burrone, revocato dal sindaco successivamente
all'insediamento della commissione di accesso in quanto risultava
travalicare il limite perentorio ed inderogabile del compenso fissato
per ogni professionista. Inoltre, risulta presentata denuncia sulle
modalita' di esecuzione dell'appalto che sarebbe stato modificato in
fase di esecuzione al fine di non intralciare il capannone costruito
abusivamente dal piu' volte citato padre dell'amministratore sospeso.
Altra situazione che denota una alterazione del livello
qualitativo dell'attivita' amministrativa dell'ente e' la nomina del
responsabile dei progetti e selettore nei concorsi pubblici, banditi
dal Servizio Civile Nazionale, in seno al consiglio direttivo di
un'unione di comuni, presieduto dal sindaco di Cerda, che risulta
diffidato di P.S., nonche' cugino di primo grado di omonimo noto boss
locale. Il predetto e' legato da lungo tempo al sindaco e con lo
stesso risulta coinvolto in vicende di carattere giudiziario al di
fuori dell'attivita' amministrativa. Inoltre, a seguito di attivita'
ispettiva di funzionari incaricati dal Direttore Nazionale per il
Servizio Civile di effettuare una verifica presso il comune di Cerda,
relativamente alla gestione del personale volontario, venivano
contestate irregolarita', alcune delle quali relative alla mancanza
di comunicazioni delle assenze dei volontari ai fini del rimborso
relativo al vitto. Emblematica, al riguardo, e' la circostanza che il
ristorante aggiudicatario dell'appalto per la fornitura dei pasti ai
volontari e' gestito dalla figlia del predetto.
La sussistenza di pregiudizievoli cointeressenze e' riscontrabile
anche con riferimento al settore dei contributi, dove emerge che
diversi soggetti riconducibili a famiglie mafiose hanno goduto a
vario titolo di benefici economici da parte del comune. Nella
trattazione di alcune pratiche sono state riscontrate anomalie,
riferibili sia alla circostanza che alcuni contributi sono stati
erogati prima ancora del ricevimento delle domande sia all'assenza di
accertamenti patrimoniali sui nuclei familiari dei richiedenti,
laddove, invece, da informazioni assunte dai Carabinieri emerge che
il tenore di vita dei riceventi risulta di buon livello.
In materia di appalti pubblici, la commissione evidenzia una
gestione amministrativa caratterizzata da irregolarita' e da
procedure di dubbia legittimita'. In particolare, l'amministrazione
ha fatto ricorso costante a procedure ristrette per la scelta del
contraente (trattative private), non giustificate dai criteri di
urgenza, indifferibilita' o dalla particolare natura delle
prestazioni richieste e che mal si conciliano con le cautele che
devono connotare l'attivita' di una pubblica amministrazione che
agisce in un contesto territoriale notoriamente contraddistinto da
possibili illecite interferenze nella gestione della cosa pubblica.
L'esame degli atti compiuto ha posto in luce gravi e persistenti
anomalie che hanno interessato numerosi lavori non riportati nel
registro dei contratti. Con riferimento alle procedure di affidamento
di lavori a trattativa privata risulta che l'amministrazione ha
artatamente frazionato gli importi dei lavori per aggirare la
normativa comunitaria in materia di lavori pubblici, consentendo ad
alcuni soggetti di beneficiare di somme indebite e non effettuando
alcun controllo sui lavori eseguiti. Inoltre, in numerosi appalti e'
stata aggirata la normativa di settore, simulando una fornitura di
beni laddove, invece, si trattava di prestazioni di opere che
sarebbero dovute, pertanto, ricadere sotto la procedura dei lavori
pubblici affidabili mediante cottimo-appalto e contratto aperto.
Altre irregolarita' attengono all'ingiustificato quanto frequente
ricorso a procedure ristrette di scelta del contraente non supportate
dai necessari presupposti connessi all'urgenza e/o alla particolare
natura delle prestazioni; alla pressoche' totale mancanza di collaudi
delle opere; all'assenza di regolari contratti; ai cottimi fiduciari
in assenza di un albo delle imprese di fiducia; agli interventi
affidati a seguito di dichiarazione di somma urgenza per i quali
mancano i verbali di consegna dei lavori.
Sintomatico di anomale ingerenze e' l'affidamento diretto di
lavori pubblici, a trattativa privata, in carenza dei presupposti, a
ditte vicine al contesto mafioso. E' il caso dell'affidamento ad una
ditta individuale, il cui titolare e' affine a soggetto condannato
per associazione a delinquere di stampo mafioso e ad altra ditta,
attualmente sottoposta a sequestro giudiziario, il cui titolare viene
ritenuto prestanome di altra persona, condannata ex art. 416-bis c.p.
Ulteriore indice di possibile devianza dell'azione amministrativa
dell'ente e' rinvenibile anche nelle aggiudicazioni di aste
pubbliche, connotate da profili di illegittimita', tra le quali
rileva la mancanza sia della attestazione comprovante i requisiti
tecnico-organizzativi, sia della menzione, nei verbali di gara, delle
modalita' di cautelazione della documentazione di gara prodotta dagli
interessati. In particolare, depongono in favore di tale
prospettazione le aggiudicazioni ad una societa' il cui titolare e'
parente di un soggetto condannato per associazione maflosa e
turbativa d'asta. Inoltre, la prefettura ha evidenziato che nei
confronti della suddetta societa', pur non sussistendo elementi tali
da impedire la concessione del nulla osta necessario alla
certificazione antimafia, sussistevano pero' frequentazioni in
ambienti controindicati, in quanto il titolare dell'impresa era,
altresi', in contatto con soggetti indiziati mafiosi.
Gli elementi fattuali desunti dagli accertamenti ispettivi e
dalle indagini in corso appaiono determinanti in ordine
all'accertamento della vicinanza tra l'amministrazione e la
criminalita' organizzata e concorrono a configurare un concreto
pericolo di sviamento dell'attivita' comunale dal perseguimento degli
interessi dell'intera collettivita'.
L'inosservanza del principio di legalita' nella gestione
dell'ente e l'uso distorto delle pubbliche funzioni hanno compromesso
le legittime aspettative della popolazione ad essere garantita nella
fruizione dei diritti fondamentali, minando la fiducia dei cittadini
nella legge e nelle istituzioni.
Pertanto, il prefetto di Palermo, con relazione del 20 luglio
2006, che qui si intende integralmente richiamata, ha proposto
l'applicazione della misura di rigore prevista dall'art. 143 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
La descritta condizione di assoggettamento necessita che, da
parte dello Stato, sia posto in essere un intervento mirato al
ripristino della legalita' mediante il recupero della struttura
pubblica al servizio dei suoi fini istituzionali.
Per le suesposte considerazioni, si ritiene necessario provvedere
ad eliminare ogni ulteriore motivo di deterioramento e di
inquinamento della vita amministrativa e democratica dell'ente,
mediante provvedimenti incisivi a salvaguardia degli interessi della
comunita' locale.
La valutazione della situazione in concreto riscontrata, in
relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale,
rende necessario che la durata della gestione commissariale sia
determinata in diciotto mesi.
Ritenuto, per quanto esposto, che ricorrano le condizioni
indicate nell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, che legittimano lo scioglimento del consiglio comunale di Cerda
(Palermo), si formula rituale proposta per l'adozione della misura di
rigore.
Roma, 30 novembre 2006
Il Ministro dell'interno: Amato


Home Page | Targa Florio | Musica | Freeware | Politica Locale | Foto | Antimafia | Varie | GOOGLE | YAHOO | Raw | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu